Ultimi aggiornamenti dal Camerun
La situazione generale del paese purtroppo non è molto migliorata: il 75% della manodopera urbana lavora in nero e, ovviamente, con remunerazioni molto basse. Altro dato indicativo: il Camerun ha avuto dall‘ONG Transparency International la classificazione di campione del mondo della corruzione.
A Bertua le suore si occupano personalmente del tempo libero di alcuni alunni della scuola materna e ed elementare e hanno trovato modo di impegnarli in un passatempo utile e formativo che coinvolge molto i bambini: la preparazione-semina-raccolto dell’orto e piantagione del campo di ananas.
All’inizio del nuovo anno scolastico si è reso necessario sostituire un numero abbastanza rilevante di bambini nella maggior parte dei casi per il trasferimento delle famiglie in località distanti da Bertoua.
A Djangané durante il 2006 le maestre hanno potuto seguire dei corsi di aggiornamento, così da rendere il loro insegnamento più qualificato e, sempre nel 2006, il SEDUC (Segretariato all’Educazione) ha istituito un “registro personale” che accompagnerà il bambino per tutto il suo percorso scolastico, dal primo anno di scuola materna fino all’ultimo anno del ciclo elementare. Questa iniziativa ha suscitato nei bambini il desiderio di impegnarsi per conseguire giudizi positivi e, di conseguenza, il “gusto di andare a scuola”.
Sempre a Djangané, nella Parrocchia St. Bernard, l’intuizione del parroco e il contributo economico di Abbà hanno reso possibile l’avvio dall 2005 del «Projet Jeunesse Agricole Chrétienne». Si tratta di un gruppo di giovani che, una volta raggiunto l’ultimo anno della scuola primaria andrebbero sicuramente ad incrementare il numero della popolazione disoccupata poiché non esiste sul territorio una scuola secondaria. Per ovviare a questa situazione il parroco ha pensato di riunire dai vari villaggi 112 fra ragazze e ragazzi disoccupati con l’intento di insegnare loro i primi rudimenti per la coltivazione e l’allevamento. Su un terreno di proprietà della parrocchia i ragazzi hanno costruito una porcilaia e acquistato una dozzina di maialini, attrezzi e sementi iniziando la loro attività di allevatori e coltivatori di una piantagione di banane.
L’intento del sacerdote è quello di mettere i ragazzi in condizione di proseguire l’attività autonomamente nel loro villaggio, trasmettendo ciò che hanno imparato ad altri giovani che si troveranno nelle loro stesse condizioni. L’iniziativa sta avendo successo e l’attività si svolge sotto la regolare supervisione dei Delegati Scolastici dell’Agricoltura e dell’Allevamento che ne verificano il corretto svolgimento e sviluppo.